Recensione disco di ANTONELLO VENDITTI - Cuore canzoni di pandora

ANTONELLO VENDITTI - Cuore (Heinz Music, 1984)
Con questo album, Antonello nelle sue canzoni smette quasi del tutto di trattare temi politici e sociali, infatti – fatta eccezione per il brano L'ottimista che presenta una pacata e simpatica satira politica – regala al pubblico italiano un disco che c kuptvtwa. стиль пандорыon passione e notevole aspirazione parla di sentimenti, ricordi e nostalgie.
Questo Long-Playing ridà ad Antonello Venditti quella grande popolarità che nei primissimi anni 80 era un po' venuta meno, e vince persino la Vela d'Oro quale disco più venduto dell'anno. D'altronde stiamo parlando di un 33 giri che contiene dei classici intramontabili della musica leggera italiana, tra i quali spiccano: Ci vorrebbe un amico, Notte prima degli esami, Piero e Cinzia, Stella.


canzoni di pandora

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Coca Cola quest’anno celebra il Natale con un nuovo Jingle!

Atlanta – Questo Natale c’e’ qualcosa di molto speciale nell’aria: Coca-Cola ha scelto tre musicisti emergenti per produrre l’inno natalizio per il 2012. Prodotta dai Rock Mafia e scritta e suonata dall’artista Grayson Sanders della casa discografica Music Dealers, la canzone e’ affidata alle voci di Lauriana Mae (Atlantic Records) e del cantautore Jono (Mulinjer LLC).

A questo eclettico trio e’ affidata la celebrazione della magia del Natale secondo Coca-Cola. “La storia raccontata dalla canzone e’ legata ad un mio ricordo personale, di quando ho riunito per la festa di Natale un gruppo di amici che si era sparso per tutto il Paese.” ha spiegato Grayson Sanders. “E’ un tema culturale che tocca tutti, durante questo speciale momento dell’anno.” Coca-Cola ha una lunga tradizione nel creare musiche memorabili per celebrare le festivita’.

Sulla scia di “Shake up Christmas”, presente nelle campagne natalizie 2010 e 2011, “Something in the Air” e’ la traccia piu’ recente a contenere la firma musicale del brand – la famosa melodia di 5 note. Gia’ disponibile su iTunes, “Something in the Air” e’ il fulcro della campagna Coca-Cola per il Natale di quest’anno. Con elementi di lancio in quasi 100 Paesi del mondo, la canzone fara’ da colonna sonora alla pubblicita’ televisiva di Coca-Cola per il Natale 2012, che andra’ in onda in diversi Paesi in tutto il mondo a cominciare da questo mese.

per guardare il video cliccate qui –>  http://www.youtube.com/watch?v=uAQS4Dv3OvA&feature=youtu.be

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Sclerosi. Finisce la ricerca per il regalo continua la ricerca scientifica!!

Un regalo sotto l’albero che ne vale almeno due perche’ fa felice chi lo riceve e perche’ da’ una mano alla ricerca scientifica. E’ la proposta per un Natale solidale dell’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) che lancia la campagna Natale, con cui invita a sostenere la lotta alla malattia con idee-regalo di tendenza.
Cronica, imprevedibile, spesso invalidante, la sclerosi multipla e’ una grave patologia del sistema nervoso centrale che in Italia colpisce 65mila persone, in prevalenza giovani (circa la meta’) e donne (per i due terzi). Le sue cause sono ancora in parte sconosciute e non esiste una cura definitiva, ecco perche’ dai progressi della ricerca scientifica possono arrivare contributi importanti. Sostenere la ricerca si puo’ anche a Natale, sottolinea l’Aism, aderendo a una campagna di doni per tutti i gusti e tutte le tasche.

Le idee regalo per amici e parenti sono molte e accessibili tramite il sito dell’associazione, http://www.aism.it: da oltre 70 oggetti di design alle stelle da appendere all’albero, dai biglietti d’auguri elettronici ai cestini di prodotti biologici. Simbolo della campagna e’ la clessidra rossa segnatempo, per ricordare che ogni quattro ore nel mondo una persona riceve una diagnosi di sclerosi multipla.
Per l’occasione l’Aism ha avviato una partnership con Seletti (www.seletti.it) che firma il catalogo natalizio ”Finisce la ricerca del regalo continua la ricerca scientifica” con oggetti-dono di design. Con questa specifica collaborazione l’associazione andra’ a finanziare attraverso la sua Fondazione (Fism) uno studio che analizza l’infezione con virus di Esptein-Barr e la risposta immunitaria nel fluido cerebrospinale e nel sangue di pazienti con sclerosi multipla.
Nell’offerta del Natale solidale dell’Aism ci sono anche le stelle che servono per addobbare l’albero, la tavola o i pacchi e che si possono trovare presso i supermercati o le sezioni Aism. Valore minimo 2 euro fino al maxi espositore da 100 stelline colorate (da richiedere a tel. 010/2713264 o mail servizioauguridinatale@aism.it). Altre idee sono i cestini natalizi com quello della Casa Vacanze Aism ”I Girasoli” di Lucignano, Arezzo – Centro AISM per il turismo accessibile. (tel. 0575819020 – reception@igirasoli.ar.it).

 

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Cosa vuoi fare da grande? Creare un’app!!

Bomm creatori di App negli Stati Uniti

Il tasso di disoccupazione fra I creatori di ‘app’ è basso, inferiore alla media nazionale. La richiesta è elevata e il boom delle nuove tecnologie offre enormi opportunità, anche in termini di ricchezza. Ma per gli sviluppatori di ‘app’ non è facile e la maggior parte di loro non riesce a sopravvivere con i guadagni della propria ‘app’, il cui sviluppo costa importanti investimenti. Solo per l’iPad e l’iPhone ci sono 700.000 ‘app’ e questo significa che a fronte di una forte domanda, c’é anche un’elevata concorrenza. Secondo molti studi, riporta il New York Times, solo una piccola minoranza di sviluppatori riesce a sopravvivere con il ricavato della propria app: solo in casi sporadici le entrate sono in grado di garantire una vita di agi. E, inoltre, questi casi ormai per le ‘app’ risalgono a diversi anni fa, quando il settore era nato da poco. Uno degli ultimi è quello di Ethan Nicholas, che improvvisamente guadagnò oltre un milione di dollari con lo sviluppo di un gioco per l’iPhone. Ma da allora – afferma Nicholas con il New York Times – il mondo della scrittura di ‘app’ ha subito cambiamento teutonici e a fronte di una concorrenza forte, una ‘app’ buona non è più sufficiente, deve essere perfetta. (Ansa)

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Muse 2013: Back to Italy

I Muse sono una band alternative rock britannica di Teignmouth(Devon). Il loro stile musicale molto eclettico raccoglie influenze di più generi come elettronica, progressive rock e post grunge. Tre i componenti del gruppo: il batterista Dominic Howard, il bassista Christopher Wolstenholme infine il frontman Matthew Bellamy compositore della maggior parte dei testi delle loro canzoni. Il trio britannico si sta godendo il successo dell’ultimo lavoro di studio intitolato “The 2nd law”, uscito lo scorso 2 ottobre e lanciato anche grazie al successo mondiale del singolo “Madness”. Il sesto progetto rappresenta un vero e proprio viaggio sonoro, è stato infatti definito: “il saggio equilibrio di un’orchestra sinfonica che abbraccia la modernità elettronica”. 

Ieri Bellamy e soci si sono esibiti all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, nei pressi di Bologna, e stasera saranno all’Adriatic Arena di Pesaro. In scaletta erano presenti alcuni brani dell’ultimo album, “The 2nd Law”, e diversi pezzi che fanno parte del ricco repertorio della band divenuti ormai celebri, da “Time is Running Out” a “Plug in Baby” o da “Resistance” a “Supermassive Black Hole”.

A poche ore dal concerto di ieri, inoltre, è arrivata un’altra notizia che farà molto piacere ai fan italiani dei Muse, la band terrà infatti altri due concerti, uno a Torino ed uno a Roma, rispettivamente il prossimo 28 giugno ed il prossimo 6 luglio, infine c’è anche una trattativa in corso per un possibile terzo concerto a Milano, non ancora confermato.

Entrambe le location importanti a conferma dell’incredibile successo del tour autunnale. Matt Bellamy ci aveva avvertiti: “nell’estate 2013 proveremo a conquistare Roma”, aveva detto in risposta a un giornalista che gli chiedeva dei prossimi appuntamenti live

Giovedì 22 novembre 2012 saranno in vendita i biglietti per gli iscritti a Vivo Club (club.vivoconcerti.com) a partire dalle ore 9. La vendita al pubblico inizierà invece sempre alle ore 9, ma da venerdì 23 novembre su http://www.vivoconcerti.com e http://www.ticketone.it. Dalle ore 12:00 di sabato 24 novembre nei punti vendita Ticket One e dalle ore 10.00 del 30 novembre nelle altre prevendite autorizzate.

Ecco, infine, la scaletta del concerto dei Muse di ieri:

01. The 2nd Law: Unsustainable;

02. Supremacy;

03. Interlude / Hysteria;

04. Resistance; ù

05. Supermassive Black Hole;

06. Panic Station;

07. Animals;

08. Explorers;

09. Falling Down;

10. Time is Running Out;

11. Liquid State;

12. Madness;

13. Follow Me;

14. Undisclosed Desires,

15. Plug in Baby,

16. New Born;

17. The 2nd Law: Isolated System;

18. Uprising;

19. Man With Harmonica (intro) / Knights of Cydonia;

20. Starlight;

21. Survival.

Giorgia

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martedì 28 novembre 2017

La mia pelle


Io sono   nella mia pelle,
io  sono la mia pelle, quando si fa male,
io sono lei e mi faccio male insieme a lei. Quando io piango lei è triste,
quando la mia pelle piange, io sono triste. Con la mia pelle convivo ogni giorno,
e da quando sono nato
lei mi protegge.

Per la mia pelle farei di tutto,
perché non vorrei mai rimanere senza pelle. Con la mia pelle ho vissuto delle avventure fantastiche,
e ne vivrò molte altre.

Io senza la pelle non sarei
niente. G., dieci anni






Dalla mia pelle io derivo.
Nella mia pelle ci sono io
fuori sempre io.
Con la mia pelle io gioco e mi diverto.
Sulla mia pelle cicatrici e ferite
si accumulano. Tra me e la mia pelle non c’è
niente.
Della mia pelle ho poco da raccontare
ma so che non mi lascerà mai.
Alla mia pelle io do opportunità di movimento.
La mia pelle è come quella di qualcun altro
solo che è la mia e per me è speciale.
La mia pelle è la mia pelle e io sono io.

S., dieci anni




Alla mia pelle è successo qualcosa circa dieci anni fa, tutto era buio, quando all’improvviso ho visto una luce e la mia pelle si è schiarita. Un giorno ho sentito nella mia pelle un battito e ho capito che quel battito mi faceva vivere. Con la mia pelle vado dappertutto non la lascio mai. Tra la mia pelle e me c’è un liquido rosso, rosso come il fuoco, rosso come la lava quando entra dal vulcano e quel vulcano è il cervello.
A., dieci anni



Prendi una tra le tante, magnifiche poesie di Giusi Quarenghi contenute nel libro 

E sulle case il cielo



Topipittori 
La mia pelle. Ancora
non riesco a capire
se finisco sulla pelle
o se sulla pelle
comincio
Mi contiene
la mia pelle mi protegge ma
appena qualcosa la tocca io
sono lì sulla pelle
a sentire
Io sono dentro
chi bacia la mia pelle bacia me
Io sono fuori
se la mia pelle si ferisce
io sono ferito. Io sono dentro
sono quello che non si vede
Io sono fuori, sulla mia pelle
vado incontro al mondo
Nella mia pelle incontro te
Nella tua pelle Giusi Quarenghi, E sulle case il cielo, Topipittori
Leggila ad alta voce ai ragazzi un paio di volte. La seconda, soffermati su alcune parole semplicissime: sulla, nella.  Sono preposizioni articolate, dicono i ragazzi. Scrivi alla lavagna tutte le preposizioni (articolate o accompagnate dall’articolo determinativo) che si possono anteporre alla parola pelle: della mia pelle alla mia pelle dalla mia pelle nella mia pelle  […] Poi di’ ai ragazzi di scrivere per 20 minuti sul taccuino, facendosi suggestionare dai versi della poesia o dagli incipit scritti alla lavagna. Intanto, scrivi anche tu per 20 minuti. Leggi loro ad alta voce quello che hai scritto, poi ascolta, insieme ai compagni, almeno una frase, un brano, o tutto quel che hanno loro. Dai loro il tempo per ricopiare, in tutto o in parte, quel che han scritto sul quaderno.
Porta a casa i quaderni, fingi di non vedere alcuni errori e beati delle loro parole.








La mia pelle è liscia e piena di nei, la mia pelle si fida di me, la mia pelle è straordinariamente bella. Mi piace la mia pelle perché è fiduciosa; quando piango piange anche lei e quando cado io e la mia pelle ci alziamo subito. Nella mia pelle si trova il sangue che mi dà la forza per vivere. Sulla mia pelle si trova la penna con cui sto scrivendo questo testo. Fra la mia pelle si trovano le ossa che sostengono il mio corpo. F. dieci anni

La mia pelle in estate è molto scura, in inverno invece è abbastanza chiara. Alla mia pelle ne succedono di ogni colore. Con la mia pelle ci passo tutte le mie giornate. Per la mia pelle faccio il possibile per curarla. Tra la mia pelle ci sono dei segreti che non dirò mai a nessuno. Sulla mia pelle ci sono molte cose come: batteri, peli, polvere, segni e cicatrici che ci saranno per tutta la mia vita. La mia pelle è la mia pelle e io sono io.
E., dieci anni


La mia pelle è un album di fotografie perché la mia pelle sostiene i ricordi dei miei incidenti. Dalla mia pelle escono emozioni di cui alcune volte vado fiero. Sulla mia pelle scivolano le piccole gocce della pioggia. Nella mia pelle c’è un colore più scuro degli altri. Con la mia pelle posso toccare l’altra gente. La mia pelle è me e io sono lei.
J., dieci anni


Con la mia pelle io sento tutto, anche un lieve soffio di vento che mi si poggia sulla spalla. Alla mia pelle ogni giorno regalo acqua e sapone. […] Ogni cicatrice o segnetto sulla pelle ti racconta la tua infanzia.
La mia pelle dice quello che io non voglio e che tengo dentro, ma qualche volta fa bene e non ci fa andare nei casini.  La mia pelle ha dei segreti come me e che non dirà mai a nessuno.
La mia pelle è delicata, soprattutto quella del collo. Dalla mia pelle mi aspetto meno ferite che mi possano fare male, tanto male e piangere.
Nella mia pelle ci sono brividi e colpi di freddo. Nella mia pelle c’è il mio passato.

L a mia pelle mi segue,   in tutto quello che faccio. La mia pelle tocca quella degli altri,  ogni cosa che faccio lei tocca, tocca e tocca ancora. La mia pelle delle volte è stupenda, altre proprio no. [..] Adesso la mia pelle sta toccando la penna e la penna tocca il taccuino ed è bella questa catena.

La mia pelle è fuori dal mio corpo, il mio corpo è dentro la mia pelle. […] Per me la mia pelle è la più grande difesa che abbiamo.




La pelle ti appartiene e non puoi scambiarla. La pelle è un desiderio della mamma appena nasci. La pelle non va maltrattata, la devi curare, come le ferite. Sulla pelle abbiamo molti segni e cicatrici, questi sono ricordi. La pelle è la cosa più importante.
S., dieci anni


La mia pelle ha provato emozioni mie. La mia pelle ha ricordi piacevoli che ho toccato. La mia pelle sa tutto di me. La mia pelle ha l’inchiostro di penna della scuola. La mia pelle ha le impronte digitali e le unghie. La mia pelle sa che dentro di lei ci sono io.
S., dieci anni


Fra la mia pelle e me non c’è niente, con la mia pelle gioco, sulla pelle sento graffi. Dalla mia pelle nasco, dalla mia pelle cresco, dalla mia pelle io sento dolori. Nella mia pelle bolle sangue, tra la pelle e il mio cuore ci sono strati. Mi sento nella pelle e lei in me. Nella pelle io capisco le cadute segnante e non me ne pento. Nella mia pelle sento calore. Nella mia pelle io vivo, ci son nata. Con la pelle faccio cose, nella mia pelle mi trovo bene. Questa poesia la dedico alla mia  pelle che mi sostiene e non mi ferisce mai. La mia pelle è una parte di me.
S., dieci anni
 

La mia pelle ne sa più di me. […] La mia pelle mi distingue dagli altri.

La mia pelle è nata in una pancia, formata da piccole molecole. Da quella pelle sono nata io, e quel pianto che avevo era la mia pelle attaccata a quella della mamma.

La nostra pelle è come l’atmosfera che protegge il nostro pianeta.

Dalla mia pelle imparo molte cose che non sapevo. La mia pelle mi forma, ma si sporca. La mia pelle soffre.

Nella mia pelle salto, gioco e mi proteggo, anche se ogni cosa che tocca la mia pelle tocca anche me; quindi non sono del tutto riparato, la mia pelle è come un costume che indosso ogni giorno ed p speciale perché come tutte le altre è diversa dalle altre. Però al contrario di un costume mi permette di sentire, mangiare, respirare meglio… è fantastica!

La pelle che ho, a volte, ripeto, a volte, si lascia comandare da me, quando sono a scuola per esempio, ma quando torno a casa crollo […]. Io sono avvolto dalla pelle, e lei avvolge me, io sono dentro la mia pelle, e lei è fuori di me, ogni tanto facciamo pace, ma poi ricominciamo a litigare.

La mia pelle è felicità La mia pelle è unica La mia pelle è un ricordo La mia pelle si consuma La mia pelle è in viaggio La mia pelle cresce […]

La mia pelle è mia perché su di lei c’è tutta la mia vita.  […] La mia pelle resterà sempre con me anche perché non posso liberarmene.

Io sulla mia pelle faccio dei disegni come dei veri tatuaggi, lo so che rovinano la pelle ma sono belli.


Pubblicato da Antonella Capetti a 07:24 Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Etichette: pelle, produzione poetica, produzione scritta

giovedì 23 novembre 2017

Riprendiamoci la scuola


C’è una parola che credo dovrebbe stare al centro dei pensieri di ognuno: è la parola benessere.
Essere bene, stare bene, noi e le persone che sono intorno a noi. Perché il benessere si propaga a cascata, e i suoi effetti benefici durano ben oltre il momento contingente.
Ci penso spesso, tanto più in giorni come questi, in cui pare che molto, intorno, rischi di minacciare questo stato. Mi è stato però insegnato che ogni cosa che accade è anche, prima di tutto, di mia responsabilità. Così, da sempre mi chiedo cosa possa fare io per prima, per garantire benessere a me e a chi mi viene affidato ogni giorno: cosa possiamo fare, noi insegnanti, per noi stessi e per i nostri ragazzi.
E mi vien voglia di ripartire da quelli che recentemente ho chiamato “poteri”: senza enfasi, perché, davvero, sono tutti in nostro potere.
Possiamo sorridere: perché anche il sorriso, come lo sbadiglio, è contagioso.
Possiamo accogliere, perché è nell’accoglienza che si dà relazione.
Possiamo, dobbiamo, nell’accoglienza e nella relazione, essere fermi, e con fermezza agire, parlare, ascoltare, rispondere: perché la fermezza non è rigidità, ma consapevolezza di ciò che si è, dei propri limiti, delle proprie capacità, delle proprie competenze.
Possiamo, dobbiamo, muoverci nell’assoluto rispetto, chiedendolo per noi e per chi vive con noi, e dandolo ad ognuno, senza riserve.
Possiamo pretendere che vengano riconosciute la nostra professionalità e la nostra autonomia, dimostrando in ogni momento di essere pronti a risponderne.
Possiamo, insegnanti e alunni, riprenderci la scuola, che è casa nostra, e farne ogni giorno un luogo di benessere. Pubblicato da Antonella Capetti a 14:07 Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Etichette: benessere, insegnanti, scuola

mercoledì 22 novembre 2017

Io dico no, ovvero Il ricatto delle ricadute didattiche

Io dico no alle mie idee quando non vanno bene.
Io dico no a me stessa quando sto per fare una cosa che non devo fare.
Io dico no a scelte che avrei preferito non seguire.




Io ci provo. Ci provo davvero. Mi riprometto che, almeno per una volta, il libro che ho scelto di leggere in classe sarà letto per il puro piacere della lettura, senza nessun altro scopo, nessuna attività, nessuna ricaduta didattica. Leggo.  E mentre leggo, ad alta voce, davanti agli occhi e alle orecchie attente delle mie ragazze e dei miei ragazzi, oppure alla fine, quando le parole del libro ancora si riverberano dentro di me, o dopo un paio di giorni, quando ormai sono ben sedimentate, ecco la folgorazione, l’idea a cui non posso rinunciare.
Mi è successo anche con
Klaus e i Ragazzacci
di David Almond, Sinnos (qui la trama del libro)

L’ho letto ai ragazzi in due giorni. E due giorni dopo, ho pensato che sarebbe stato bello chiedere loro di produrre un testo scritto a completamento della frase Io dico no

Questi i due testi collettivi, realizzati unendo una sola frase per ogni ragazza/o:

Io dico no a chi mi chiede sempre il materiale. Io dico no a chi mi dà fastidio. Io dico non a chi non sogna.

Io dico no quando ho paura di fare qualcosa.

Io dico no alle persone che sbagliano, per fare in modo che non sbaglino più. Io dico no alle persone presuntuose.

Io dico no ai bulli.

Io dico no quando credo che un’azione sia sbagliata. Io dico no quando una cosa è brutta.

Io dico no quando c’è bisogno di andare in mensa. Io dico no alle persone che si vantano.

Io dico no alle persone che mi obbligano a fare qualcosa che io non voglio fare. Io dico no ai miei compagni

Io dico no quando non voglio mangiare le cose che non mi piacciono. Io dico no alle cose che costano molto perché non voglio che la mia famiglia perda la ricchezza.

Io dico no a chi mi vuol far alzare dal divano o dal letto. Io dico no all’esclusione.

Io dico no ai ladri. Io dico no ai dispetti.

Io dico no alla guerra. Io dico no all’odio.

Io dico no a tanti animali. Io dico a R. C. perché continua a comandare e a lamentarsi degli altri.

Io dico no ad alcuni miei compagni come loro lo dicono a me. Io dico no quando c’è da dire no.




Io dico no alla gente che mi offre la caramella, soprattutto se non la conosco. Io dico no quando serve dirlo.

Io dico no all’inquinamento; l’elettricità ci serve, ma ci servirebbe anche un’aria senza smog. Io dico no alle esplosioni perché sono brutte azioni.

Io dico no quando mi arrabbio. Io dico no alle persone che credono di essere i capi del mondo e a quelli che si fermano sulla propria strada e si sentono in colpa o di troppo.

Io dico no ai dentisti che ti mettono gli attrezzi in bocca e fanno male. Io dico no alle mie idee quando non vanno bene.

Io dico no quando mi propongono una cosa cattiva. Io trasformo la partenza di mio fratello con un “no” di non andartene.

Io dico no alle paure. Io dico no a chi sporca la natura.

Io dico no alle persone che certe non pensano che faranno del male. Io dico no alla crudeltà.

Io dico no quando non sono d’accordo, in qualsiasi cosa, con qualsiasi persona. Io dico no alla guerra che distrugge tutto e tutti.

Io dico no alla morte. Io dico no alla schiavitù.

Io dico no alla violenza. Io dico no a chi voglio dire no, dico no a quello che voglio e nessuno me lo deve impedire.

Io dico no all’Isis. Io dico no alle bugie.

Io dico no a quello che non mi sta bene, cioè quello che penso non sia giusto, come la violenza, i bulli e la guerra. Io dico no a scelte che avrei preferito non seguire.

Io a volte cerco di dire no alla mamma, per esempio per i compiti oppure per la zucca frullata: non è buona. Io dico no a me stessa quando sto per fare una cosa che non devo fare.
Pubblicato da Antonella Capetti a 07:29 Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Etichette: crescita, libertà, no, produzione scritta

lunedì 20 novembre 2017

Chi sono io? Io ero e io sono ancora un'inifinità di cose






A scrivere s’impara scrivendo. Credo molto in questa considerazione. Ci credo al punto che ogni giorno passato senza scrivere con i miei ragazzi, mi sembra un giorno perso. C’è una produzione testuale quasi obbligata, soprattutto una volta arrivati in quinta. È il testo in cui ci si descrive, si racconta di sé, dei propri gusti, delle proprie passioni. Mi spaventano sempre un po', le tappe obbligate. È come se le avessimo rivestite, appunto, di un ruolo. E sappiamo bene quanta fatica richieda, conformarsi ad un ruolo. Così, anche questa volta ho pensato che ci volesse un libro per permettere ai ragazzi di parlare di sé in modo non banale, e soprattutto provando a descrivere i molteplici io che compongono ognuno di noi. Per farlo, ho chiesto aiuto a Rodari.
Da tempo avevo nello scaffale questo agile volumetto


Chi sono io?
I primi giochi di fantasia



di Gianni Rodari, a cura di Carmine De Luca ed edito da Einaudi per la collana ET scrittori
in cui il protagonista Totò, attraverso un’unica domanda posta di volta in volta a persone diverse, si riconosce e costruisce la propria identità di figlio, bambino, fratello, nipote, cugino, scolaro, pedone, passeggero e tante altre cose ancora, tante quante ognuno di noi può immaginare per sé stesso.

Ed è proprio a partire dalle infinite risposte a questa domanda che ogni ragazzo/a ha scritto il proprio testo.


Chi sono io?






































 


















Pubblicato da Antonella Capetti a 07:29 Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Etichette: identità, produzione scritta Post più recenti Post più vecchi Home page Iscriviti a: Post (Atom)

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