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lunedì 11 giugno 2012

Dieta alcalina: alla base della bufala

Aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Dieta alcalina (o basica) per stare bene ed evitare le malattie. Deacidificazione, disintossicazione dagli acidi, acque alcaline che migliorerebbero la salute guarendo anche le malattie più gravi. Negli ultimi anni soprattutto in " ambienti alternativi " spopolano le affermazioni che darebbero alla dieta (ed alle terapie) "deacidificanti" o "alcalinizzanti" dei poteri curativi innumerevoli, addirittura per curare il cancro. Cosa significa? E' vero che " alcalinizzando l'organismo " si vive meglio? Bisogna partire dall'inizio ed essendo l'argomento molto tecnico proverò come al solito a semplificarlo. Intanto è proprio questo il motivo di tante leggende sul tema, la soluzione di tutti i mali è una conclusione banale che semplifica qualcosa che di banale non ha nulla e quindi, come spesso capita, è una sciocchezza.
Partiamo da un dato. Il nostro sangue è lievemente alcalino. Cos'è "l'alcalinità"? Ogni soluzione ha un suo pH. Si tratta della scala di misura dell'acidità o della basicità di un composto. Questa scala va da 0 a 14 (per praticità, ma i valori possono essere superiori). Se una soluzione ha pH 0 (zero) è un acido forte (si tratta cioè di una sostanza molto acida ), se ha pH 14 è una base forte (è cioè molto basica , alcalina ), una soluzione con pH 7 si dice neutra (non è cioè né acida né alcalina), un esempio di quest'ultimo caso può essere l'acqua pura. L'acidità e la basicità di una soluzione si misurano con appositi strumenti (anche molto semplici, come le cosiddette " cartine tornasole ", delle striscette di carta che reagiscono colorandosi in maniera differente secondo il pH riscontrato).

Scala del pH: da 0 (acido) a 14 (basico) Questa differenza è dovuta alla concentrazione di ioni idrogeno (H +) presenti nella sostanza che esaminiamo. Si tratta di temi strettamente tecnici, chimica e fisica che però possiamo provare ogni giorno perchè presenti in moltissimi fenomeni che ci circondano. Il succo del limone è acido (definiamo così anche il suo sapore), il bicarbonato è basico, alcalino (ma l'alcalinità ha un sapore amarognolo). Siamo circondati da sostanze acide, da altre basiche ed ognuna ha queste caratteristiche espresse in grado diverso. Fin qui qualche ricordo di chimica può aiutarci. Il nostro sangue ha un pH lievemente alcalino: 7,4 Se questo valore diminuisce (quindi va verso lo 0) o aumenta (verso il 14) anche di poco non potremmo sopravvivere perchè la maggioranza dei meccanismi che ci consentono la vita non funzionerebbero e verrebbero danneggiati in pochissimo tempo (pochi minuti!). In realtà il nostro pH non è un valore fisso, varia di pochissimo (per esempio un pH di 7,3 o di 7,5 per pochi minuti, potrebbe non provocare danni particolari) ma viene subito riportato alla norma da una serie di meccanismi che tutti noi mettiamo in atto apposta, involontariamente ma in maniera addirittura visibile.
Quando per qualsiasi motivo il pH del nostro sangue vira verso l'acidità o la basicità, riusciamo a riportarlo alla norma principalmente mediante due mezzi: i reni e la respirazione , mezzi che fanno parte (assieme ad altri) dei "sistemi tampone" dell'organismo (che servono cioè a "tamponare", a " bilanciare " il pH dell'organismo). Il mezzo più "imponente" è la respirazione: espirando (quindi emettendo aria) eliminiamo delle sostanze in modo da riportare il pH nella norma, quando serve i nostri polmoni riescono a riportare il pH alla normalità in tempi brevissimi (si pensi all'apnea, il respiro " affannoso " che segue ha questo scopo, i recettori che regolano la respirazione reagiscono ad un aumento della CO2). I reni hanno un ruolo meno "importante" ma molto più raffinato: eliminano con l'urina le sostanze che condizionano il pH, la quantità di sostanze espulse è minore di quella emessa dai polmoni ma si tratta di sostanze "organiche" non volatili e che quindi non "evaporano", queste ultime le espelliamo dai polmoni. Troppo difficile?
Mhhh...
Allora facciamola ancora più complicata: se per qualsiasi motivo il pH del nostro organismo non è stabile (quindi va "oltre" la normalità del 7,4, verso l'acidità o la basicità) si entra in uno stato patologico: se si va verso l'acidità si parlerà di acidosi metabolica al contrario di alcalosi metabolica (il pH va verso l'alcalinità, la basicità). Sono due condizioni che, se non rapidamente risolte, possono portare alla morte in breve tempo (per valori di pH inferiori a 6,8 e superiori a 7,8).

Perchè è tutto così complicato?
Semplice: se così non fosse basterebbe mangiare un limone per rendere acido il plasma sanguigno e morire o assumere un cucchiaio di bicarbonato di sodio per avvelenarsi. E' chiaro che l'organismo ha i mezzi per correggere piccole variazioni di pH (che avvengono quotidianamente) ma se queste variazioni fossero improvvise e violente, il rischio di un'impossibilità di riequilibrio sarebbe altissimo. Una base forte (come l'ammoniaca) o un acido forte (come l'acido cloridrico) hanno la capacità di danneggiare direttamente le strutture dell'organismo (ed in generale ogni struttura organica), per questo si tratta di sostanze corrosive e pericolose.
Il nostro organismo quindi "lavora" continuamente per mantenere il pH ai valori fisiologici: quando assumiamo una sostanza acida, i recettori presenti in tutto l'organismo avvertono la novità ed il corpo mette in moto i meccanismi che permettono al pH di rimanere stabile. Tutto il giorno, anche mentre dormiamo, polmoni e reni (ed altri organi per altri aspetti) lavorano "in silenzio" per mantenere il pH attorno al valore di 7,4.
Per chi volesse approfondire l'argomento dell'equilibrio acido-base dell'organismo, rimando a questo articolo molto chiaro di Giuliano Parpaglioni.

Ma allora cosa vuol dire " dieta alcalina " o alcalinizzare il corpo? A cosa serve? Sarebbe davvero un beneficio per la salute? Sono tanti i siti pseudoscientifici ed i "naturopati" che consigliano una dieta ricca di alcali per migliorare la condizione del nostro organismo o per evitare spiacevoli disturbi, molti fanno risalire l'origine di questa bizzarra teoria alle idee di un certo Robert Young , presunto medico (ha ottenuto una "laurea" on line da un'università non riconosciuta chiusa per aver truffato i propri allievi) che ha scritto un libro sull'argomento. Young è stato arrestato per truffa ed esercizio abusivo della medicina.

L'inventore della "dieta alcalina" (anche autore di diversi libri sul tema) arrestato per esercizio abusivo della professione medica, truffa ed altri 16 reati Mangiando soprattutto frutta (non tutti i tipi), alcuni legumi, ma soprattutto evitando cibi "acidi" quali la carne, i grassi, i fritti, il nostro corpo ne risultarebbe "alcalinizzato" con un risultato eccezionale sulla salute. Qualcuno afferma anche che questa dieta prevenga e curi (!) alcune malattie, anche gravi.

In realtà è una bugia, non serve a nulla, è semplicemente una truffa inutile: una bufala.
Il libro di Young è un insieme di madornali errori alimentari, ricco di invenzioni, veri e propri strafalcioni ed assurdità, basti pensare che il limone ed il pomodoro sono inseriti tra gli alimenti "alcalini" quando sappiamo che sono fortemente acidi. Non solo: Young consiglia di evitare alimenti fermentati, yogurth, vino, in quanto produrrebbero batteri, dimenticando che se il nostro organismo fosse privo di certi batteri, avremmo pochissime armi contro le infezioni più comuni. In realtà l'eventuale acidità o basicità di un alimento che introduciamo con la dieta non ha alcuna rilevanza né influenza sul pH del nostro sangue.

Insomma, una vera e propria sciocchezza. Qualcuno che ha seguito questa "dieta" riferisce miglioramenti evidenti ed un migliore stato di salute: probabilmente non pensa al fatto che non è la "bizzarra" dieta alcalina a farlo stare meglio ma la maggiore attenzione a ciò che si mangia evitando inoltre alimenti grassi e pesanti.

Esistono almeno tre motivi per i quali nutrirsi di alimenti "alcalini" non serve a nulla in termini di salute: 1) Un alimento alcalino, subito dopo l'ingestione, viene a contatto con i succhi gastrici presenti nello stomaco che, come tanti sanno, sono fortemente acidi. Questo "incontro" neutralizza l'alcalinità dell'alimento che al momento di venire assimilato è praticamente neutro (o addirittura acidificato). 2) Anche se esistesse un alimento che riuscisse a mantenere la sua basicità dopo il passaggio dallo stomaco, fino a riuscire a far variare il pH del sangue, si metterebbero in moto tutti i meccanismi spiegati prima che rimedierebbero come abbiamo visto, riportando immediatamente il pH ai valori consueti. 3) Anche se esistesse (ma non esiste) un alimento commestibile che dopo aver sorpassato indenne l'acidità gastrica e non aver scatenato i meccanismi di regolazione del pH, riesca a rendere "basico" il nostro sangue, basterebbero pochi minuti di questa condizione per andare in alcalosi metabolica. Se esistesse questo tipo di alimento, sarebbe un veleno e mangiarlo significherebbe morire, altro che salute. Naturalmente questo accade anche in caso di alimentazione "acida": normalmente assimilare sostanze acide non cambia in maniera rilevante il pH del nostro sangue ma anche se lo facesse interverrebbero meccanismi specifici a correggere la situazione, che sarebbe patologica.

Se un individuo decidesse di nutrirsi con una dieta pesantemente alcalina potrebbe "spostare" il pH del suo sangue (di poco) verso l'alcalinità ma questo succederebbe per pochissimo tempo (qualche ora al massimo) e quindi non si avrebbe alcun beneficio in nessun contesto. Se in qualche modo riuscisse a mantenere un'alcalinità elevata per un prolungato periodo di tempo si suiciderebbe senza scampo. Se usasse "alcali forti", si procurerebbe gravissime lesioni (la soda caustica , per esempio, ha pH 14).



Per questi motivi è chiaro che non esiste "dieta alcalina", non vi è modo e non sarebbe nemmeno salutare "alcalinizzare" il sangue e, se il nostro pH ha un valore ben preciso, un motivo ci sarà. Non solo: i seguaci di questa inutile pratica, non si rendono conto che nulla, nel nostro corpo, succede per caso. L'eliminazione renale delle sostanze acide rende le urine a pH lievemente basso (quindi lievemente acido) e questo ha uno scopo ben preciso: sfavorire la crescita batterica. Una dieta alcalina quindi, non solo non ha alcun significato ma potrebbe esporre a problemi di salute. Una delle stupidaggini a cui credono i seguaci di queste pseudodiete è quella che si possa controllare lo stato di salute del corpo controllando il pH urinario, se acido, bisognerebbe correggerlo. In realtà il pH urinario è necessariamente lievemente acido (anche se il suo pH varia durante il giorno e secondo la dieta e le condizioni di salute) per il semplice motivo che sta eliminando, attraverso i reni, i residui che il nostro corpo non trattiene. Come si vede, nulla nel nostro corpo è "un caso" e forse non tutti sanno che persino la pelle ha un pH lievemente acido che sfavorisce lo sviluppo batterico.
Qualche studioso ha notato come una dieta "alcalina" potesse apportare dei benefici di vario tipo alla salute, il problema di questo tipo di analisi è che non si analizzano gli ostacoli (che ho descritto) che rendono questo tipo di alimentazione inutile e che si confonde l'azione della sostanza alcalina con quella delle sostanze che gli questi alimenti alcalini contengono. In uno studio ad esempio si nota come una dieta ricca di frutta e verdura alcaline migliori le prestazioni muscolari per aumentata concentrazione di potassio e magnesio . Il "problema" è che sono questi minerali che migliorano le prestazioni muscolari (ed è noto da tempo) e non certo l'alcalinità degli alimenti, un po' come se sostenessi che l'assunzione di un alimento acido come il caffè stimola il sistema nervoso: è la caffeina che ha questa azione, non certo l'acidità della sostanza.

Esistono anche alcuni "integratori" in vendita che avrebbero lo scopo di "alcalinizzare" l'organismo e visto quello che sappiamo a proposito del pH sono due le cose: o questi integratori non fanno nulla o sono molto pericolosi per la salute. Io propendo per la prima ipotesi con il danno al portafoglio in aggiunta, che sempre danno è.
Alla prossima.

Nota: un approfondimento sul funzionamento del sistema acido-base dell'organismo umano, si può trovare qui. Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Scritto da Salvo Di Grazia e pubblicato alle ore 02:01 Parole di ricerca: alcalinizzazione, deacidificazione, diete 439 commenti:
  1. Grezzo 11 giugno 2012 09:09

    Insomma, la solita distorsione dei fatti. E grazie al piffero che una dieta ricca di frutta e verdura fa bene, hanno scoperto l'acqua calda.

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  2. Marco G. 11 giugno 2012 09:20

    Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    Rispondi Elimina
  3. Marco G. 11 giugno 2012 09:21

    Ciao, articolo molto interessante. Ho solo due annotazioni

    "Una base forte (come l'ammoniaca) o un'acido forte (come l'acido cloridrico)"

    "Un acido" non ha bisogno dell'apostrofo ;)

    L'ammoniaca è una base debole perché, se posta in acqua, si dissocia reversibilmente. Un esempio di base forte è l'idrossido di sodio (NaOH).

    Ciao e grazie per l'interessante articolo!

    Rispondi Elimina
  4. Minkia Mouse 11 giugno 2012 09:41

    Leggerti è sempre interessante!

    Rispondi Elimina
  5. Unknown 11 giugno 2012 10:18

    E' interessante vedere come quasi tutti gli alimenti abbiano un pH acido e solamente pochissimi alimenti abbiano in pH alcalino.+
    Su questo argomento potete vedere il blog di Bressanini sulla scienza in cucina.
    http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/01/30/di-cibi-acidi-alcalini-e-meringhe-colorate/

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  6. Daniele Montanino 11 giugno 2012 10:46

    Quando leggo di queste sciocchezze scientifiche mi viene il sangue acido! ;)

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  7. MFH 11 giugno 2012 12:22

    Posso fare il rompiscatole? La scala del pH non è limitata fra 0 e 14, questi sono i valori più comuni, ma il pH può anche essere inferiore a 0 o superiore a 14. Il pH è meno il logaritmo in base 10 della concentrazione (molarità) di ioni H3O+. Se questa concentrazione è inferiore a 10^-14 o superiore a 10^-1 si va "fuori scala".
    La soda caustica non ha un pH preciso, dipende dalla quantità che se ne scioglie in acqua. Più se ne scioglie, più alto è il pH. Discorso analogo per gli acidi.

    Bell'articolo comunque! È sempre un piacere leggerti!

    Rispondi Elimina
  8. Giacomo Nardi 11 giugno 2012 12:29

    WeWee,
    pure io faccio le pulci a qusto interessante articolo.

    I veri responsabili del equilibrio intorno a pH 7,4 sono i tamponi (più che altro il tampone fosfato) prima che i reni e i polmoni.

    Continua così.

    G

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  9. Marco G. 11 giugno 2012 12:42

    Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. Marco G. 11 giugno 2012 12:43

    Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  11. Marco G. 11 giugno 2012 12:44

    Giacomo, il sistema tampone fosfato è intracellulare ed è troppo poco concentrato per mantenere da solo costante il pH ematico a 7.4. Inoltre, il t. fosfato mantiene costante il pH intracellulare a 7.

    A mantenere costante il pH ematico a 7.4 è essenzialmente il tampone bicarbonato :)

    Rispondi Elimina
  12. WeWee 11 giugno 2012 13:17

    pure io faccio le pulci a qusto interessante articolo.

    Ringrazio tutti per le precisazioni ma devo ricordare che lo scopo degli articoli è quello di spiegare ad un pubblico vasto i meccanismi fisiologici che rendono impossibile una bufala.
    Se ci mettiamo dentro ioni, logaritmi o scambi glomerulari non so quanti lo seguirebbero (me compreso eh?).

    :)

    Rispondi Elimina
  13. Irene 11 giugno 2012 15:50

    @ Weewee
    A proposito...Sindrome da latte ed alcali. La conosci? Ho letto che è stata spesso osservata in donne gravide che fanno uso massiccio di antiacidi. (Confesso che non l'avevo mai sentita fino a poco tempo fa).
    Complimenti per l'articolo.

    Rispondi Elimina
  14. Giacomo Nardi 11 giugno 2012 16:06

    Marco G,
    dopo aver postato sono andato a pranzo. Ma ho mangiato con la sensazione di aver scritto qualche imprecisione riguardo al contesto dell'articolo.

    E quando poi sono arrivato qua per correggere, beh, ero già stato redarguito.

    Insomma,
    le nostre note aggiungono pochi dettagli all'articolo di WeWee. Gli equilibri elettrolitici sono complessi e evoluti, questo ci consente semplificazioni redazionali ma ci salva da quelle mediche.

    Rispondi Elimina
  15. WeWee 11 giugno 2012 17:08

    Sindrome da latte ed alcali. La conosci?

    Mai sentita in vita mia, incredibile ed interessante.
    In ogni caso in genere anche se si prescrivono antiacidi in gravidanza, pur considerandoli farmaci da "automedicazione" si raccomanda un uso molto limitato (io ad esempio prescrivo massimo due cucchiai al giorno per pochi giorni), quindi il rischio credo sia possibile se la paziente esageri o non segua la prescrizione.

    Rispondi Elimina
  16. Giuliano Parpaglioni 11 giugno 2012 17:51

    il limone ed il pomodoro sono inseriti tra gli alimenti "alcalini" quando sappiamo che sono fortemente acidi.

    Sinceramente non so il pomodoro, ma il limone è sì acido, ma alcalinizza. È riportato in più di un testo di alimentazione, ad es. cito l'Arienti, "Le basi molecolari della nutrizione" seconda edizione, Piccin, pag. 448: contrariamente a quanto si potrebbe credere, il limone è alcalinizzante, perché gli acidi organici cui il succo deve la sua acidità sono metabolizzabili e quindi vengono trasformati in anidride carbonica ed eliminati con la respirazione . Ora, io non sono troppo convinto della spiegazione che dà il libro (che la CO2 sia basificante boh, non saprei, nell'organismo diventa acido carbonico...) e non sono nemmeno mai riuscito a trovare spiegazioni più esaurienti di questa, che si limita a poche righe, ma ti assicuro che il limone fa passare ad esempio le nausee del primo trimestre di gravidanza, causate appunto dall'acidosi (per quel che ne so).

    Sempre sullo stesso libro, la pagina successiva, cito: I calcoli di ossalato e di urato si formano in ambiente acido, in quanto queste sostanze in ambiente alcalino formano i rispettivi sali, assai più solubili dell'acido indissociato che predomina a bassi pH. Questo aspetto della dietetica ha quindi implicazioni preventive e curative. A questo proposito è utile ricordare l'importanza del volume urinario; infatti i calcoli si formano meglio nelle urine concentrate e poi rimanda a testi di fisiologia e medicina non ben specificati. Odio quando fanno così.

    probabilmente non pensa al fatto che non è la "bizzarra" dieta alcalina a farlo stare meglio ma la maggiore attenzione a ciò che si mangia evitando inoltre alimenti grassi e pesanti.

    Su questo potrei darti ragione

    Fondamentalmente io credo che il problema delle diete basificanti è che parlano di sangue, quando dovrebbero parlare di urine e di litiasi.

    Ah, tanto per ridere, dai un'occhiata, se non la conosci, all' acqua Kangen

    Rispondi Elimina
  17. Giacomo Nardi 11 giugno 2012 18:18

    Giuliano,
    divido il mio commento in due parti.

    LIMONE) Concordiamo che l'acido organico maggioritario del limone è l'acido tri-carbossilico Acido Citrico. Gli acidi carbossilici sono acidi deboli (AH), ovvero in acqua instaurano il seguente equilibrio: AH + H2O <-> A(-)+ H3O(+). Come vedi si dissociano in una base debole e il catione ossonio. Questo equilibrio è SEMPRE presente, in qualunque mezzo acquoso, ha un valore fisso così calcolato Ka = A(-)*H3O(+) / AH Ora in ambiente fortemente acido (come lo stomaco) la base debole ruberà qualche H+ affinchè si produca un poco di AH e Ka rimanga costante. Come al solito, la terminologia non è giusta, si dovrebbe dire tamponante acido, come lo è anche l'acido fosforico nella CocaCola.

    URINE) Gli acidi ( e le basi) organici sono poco solubili in acqua, più solubili invece sono i loro sali, come nel caso precedente A(-)+Na(+). Se il pH dell'urina è acido, avremo molto acido indissociato (a causa del solito equilibrio) e se il volume è basso si avranno precipitazioni causati dalla poca solubilità. Altri esempi, molti farmaci sono in forma salina a causa della loro insolubilità quando indissociati.

    Rispondi Elimina
  18. Irene 11 giugno 2012 19:49

    "il limone è alcalinizzante, perché gli acidi organici cui il succo deve la sua acidità sono metabolizzabili e quindi vengono trasformati in anidride carbonica ed eliminati con la respirazione."
    Io l'ho intesa così:
    - gli acidi vengono trasformati in anidride carbonica
    - l'(eccesso di)anidride carbonica stimola la ventilazione
    -l'aumento di ventilazione consente l'eliminazione dell'anidride carbonica (è il cosiddetto "tampone respiratorio")
    - l'eliminazione di anidride carbonica porta ad alcalinizzazione

    Però messa così mi sembra una cavolata dire che l'acido alcalinizza. Come spiegava Weewee nell'articolo, tutto ciò che introduciamo e che perturba l'equilibrio acido-base viene (in condizioni fisiologiche) corretto per riportare tutto come prima (omeostasi) mediante adeguati sistemi tampone, il più importante dei quali è il tampone bicarbonato (ma ne esistono anche di minori, per esempio quello della albumine) che è sotto la regolazione di ventilazione da un lato (agisce in poco tempo, secondo, minuti) e secrezione renale dall'altro (agisce in più tempo, ore, giorni).

    Rispondi Elimina
  19. Irene 11 giugno 2012 19:52

    "URINE) Gli acidi ( e le basi) organici sono poco solubili in acqua, più solubili invece sono i loro sali, come nel caso precedente A(-)+Na(+). Se il pH dell'urina è acido, avremo molto acido indissociato (a causa del solito equilibrio) e se il volume è basso si avranno precipitazioni causati dalla poca solubilità. Altri esempi, molti farmaci sono in forma salina a causa della loro insolubilità quando indissociati."
    Non vorrei andare brutalmente fuori tema, ma se ho una soluzione acida e aggiungo dell'acido, quest'ultimo non fa più fatica a dissociarsi che non in una soluzione neutra?

    Rispondi Elimina
  20. Giuliano Parpaglioni 11 giugno 2012 20:12

    @Giacomo:
    la terminologia non è giusta, si dovrebbe dire tamponante acido, come lo è anche l'acido fosforico nella CocaCola.

    Questo ora è più chiaro, grazie mille.

    Se il pH dell'urina è acido, avremo molto acido indissociato (a causa del solito equilibrio) e se il volume è basso si avranno precipitazioni causati dalla poca solubilità.

    Bene anche qui. :-)

    @Irene:
    Io l'ho intesa così:
    - gli acidi vengono trasformati in anidride carbonica
    - l'(eccesso di)anidride carbonica stimola la ventilazione
    -l'aumento di ventilazione consente l'eliminazione dell'anidride carbonica (è il cosiddetto "tampone respiratorio")
    - l'eliminazione di anidride carbonica porta ad alcalinizzazione


    Anche io l'ho sempre intesa così, ma la spiegazione non mi convinceva del tutto. Mettendo insieme le cose dette da Giacomo a questa idea, tutto mi torna

    Rispondi Elimina
  21. bolla pestifera 11 giugno 2012 20:19

    Bellissimo articolo, semplice e chiaro come sempre, anche per i "non addetti" :)

    Già che hai introdotto questo argomento, mi chiedevo se potessi parlare, quando hai tempo, della bufala che gira ultimamente su Facebook e sui vari forum vegani. Qualche sapientino sostiene che i cibi "acidi", come ad esempio il latte (??) o i formaggi, causerebbero l'osteoporosi (sì, hai letto bene) perché consumerebbero il calcio osseo (in quanto sistema tampone) invece di reintegrarlo.
    So che sembra assurdo, ma ti giuro che non me lo sono inventato. Ti linko un articolo a caso che ne parla, ma ne puoi trovare tantissimi altri in giro per il web: http://goo.gl/KcFqN

    PS: la "sindrome da latte e alcali" (Milk Alkali Syndrome) la puoi trovare qua, visto che mi è parso di capire che ci fossero dei dubbi: http://en.wikipedia.org/wiki/Milk-alkali_syndrome

    Rispondi Elimina
  22. Giuliano Parpaglioni 11 giugno 2012 20:28

    @Bolla pestifera: Qualche sapientino sostiene che i cibi "acidi", come ad esempio il latte (??) o i formaggi, causerebbero l'osteoporosi (sì, hai letto bene) perché consumerebbero il calcio osseo (in quanto sistema tampone) invece di reintegrarlo.

    A questo posso rispondere io. Da molto tempo si dice in ambito alimentare che una dieta troppo acida, troppo ricca di proteine solforate ad esempio, porti ad osteoporosi, perché il calcio viene usato come tampone. Così si additano i cibi animali, soprattutto i formaggi, come causa principale della cosa.

    La verità non la conosco, anzi credo che non la conosca nessuno, ma posso darti questi dati:
    1) la perdita di calcio è giustificata dal sale, e il parmigiano, il grana e altri formaggi ne sono straricchi
    2) un lavoro molto ampio del 2010 mette in dubbio la relazione tra alimentazione ad alto contenuto proteico e osteoporosi (se vuoi ti do il riferimento bibliografico). Era una review di varie metanalisi, perciò qualcosa di difficilmente ignorabile, la conclusione fu che la correlazione tra proteine (alimento acido) e osteoporosi non c'era, o almeno non era così scontata come si credeva.

    Questi sono i dati, fatti tu un'idea tua. La mia è che il claim non ha ragion d'essere :-)

    Rispondi Elimina
  23. Giacomo Nardi 11 giugno 2012 20:35

    Cara Irene,
    esattamente quello che dice.
    Ora, non esiste alcuno sforzo sostenuto dall'acido debole per dissociarsi.

    La fisica costringe l'acido a mantenere una costante (acida) ovvero, un rapporto costante fra prodotti e reagenti. Se hai più prodotti, parte di questi verranno riconvertiti in reagenti, se hai più reagenti l'equilibrio produrrà più prodotti.

    Gli acidi organici sono meno solubili in acqua rispetto ai loro ioni (sali). Quindi precipitano se sono concentrai in un volume piccolo.

    Ora, non confondere elettrolisi (acidità o ionizzazione) con solubilità. Certo, entrambe collaborano, ma sono anche indipendenti.

    Rispondi Elimina
  24. bolla pestifera 11 giugno 2012 20:53

    Giuliano,
    quando avevo sentito parlare di questa faccenda per la prima volta ero andata su Pubmed ed avevo controllato di persona. Avevo trovato anch'io uno studio, mi pare del 2010 (forse è lo stesso di cui parli tu), che mostrava come non si fosse arrivati a correlare i due fattori come causa ed effetto (latte ed osteoporosi).
    Ammetto anche che, in quanto affetta dalla tipica arroganza da studentessa di medicina :) , non avevo bisogno di cercare nessuno studio per capire che si trattava di una buffonata. Però ho già trovato tanta, tantissima gente che ci crede. Per questo pensavo che potrebbe essere utile se WeWee spiegasse non solo che questa teoria è una bufala, ma anche (siccome è così bravo a semplificare concetti molto complicati) perché è una bufala. Io ci ho provato ma forse non devo essermi spiegata tanto bene, perché ammetto di non aver fatto cambiare idea a nessuno :(

    Rispondi Elimina
  25. Irene 11 giugno 2012 23:53

    @Giuliano Parpaglioni
    "1) la perdita di calcio è giustificata dal sale, e il parmigiano, il grana e altri formaggi ne sono straricchi"

    Perché?

    Rispondi Elimina
  26. Giuliano Parpaglioni 12 giugno 2012 00:05

    @Irene: non sono sicuro, ma mi sembra che dipenda dal fatto che il sodio e il calcio competono per gli stessi meccanismi di riassorbimento nel rene, quindi più c'è sodio nella dieta, più c'è sodio riassorbito, questo comporta che il calcio viene meno riassorbito, quindi espulso con le urine, depauperando la quantità di calcio circolante

    Ho trovato questo
    http://www.nutrition-foundation.it/monografie.php?act=visual&pos=0&mid=000369&c=4
    e questo
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18410231

    Rispondi Elimina
  27. Irene 12 giugno 2012 13:57

    @Giuliano
    Premetto che, di reni proprio non me intendo, anzi...però non ti seguo molto. A me che il sodio e il calcio vengano riassorbiti in modo competitivo non risulta proprio. Eppure così è scritto anche nell'articolo di Pubmed. Lo studio sembra fatto molto bene, a parte il campione davvero molto ristretto, probabilmente perché ha tutta l'aria di essere uno studio costoso. Devo dirti che non mi hai mica convinta, sai. La questione pare appena stata indagata, almeno da quello me mi hai linkato. Magari negli ultimi 4 anni si sa qualcosa in più, ma bisognerebbe sentire cosa dicono i nefrologi, gli endocrinologi e gli ortopedici, ma personalmente non mi risulta ci siano stati annunci recenti. Da qui ad affermare con certezza che "la perdita di calcio è giustificata dal sale, e il parmigiano, il grana e altri formaggi ne sono straricchi" ce ne passa...Scusami la pignoleria :-) Questo è diventato l'articolo dei pignoli ^^ Però da un lato a me proprio non risultava la questione, dall'altro non voglio che si faccia passare un messaggio sbagliato e allarmistico, cioè che il grana dà osteoporosi, anche perché credo sia uno degli alimenti più ricchi in assoluto di calcio. E allora come la mettiamo? ;-) Spero che troverai i miei dubbi legittimi.

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  28. WeWee 12 giugno 2012 14:40

    Per questo pensavo che potrebbe essere utile se WeWee spiegasse non solo che questa teoria è una bufala, ma anche (siccome è così bravo a semplificare concetti molto complicati) perché è una bufala.

    Da tempo ho in programma un articolo sul latte in generale perchè su questo argomento di bufale in giro se ne leggono tantissime.

    La prima cosa che si dimentica è che il latte è un alimento come un altro, tranne nei primi mesi di vita (nei quali è l'unico alimento utile e permesso), dire che "il latte fa male" o "i latticini sono pericolosi" è già di fatto una bufala, esattamente come dire che "le lasagne fanno male".

    Sul nesso latte/osteoporosi è chiaro che se questo esiste è legato ad un eccessivo consumo di latticini a sua volta legato ad altri rischi, è innegabile quindi che se è vero che eccedere è dannoso (come praticamente accade riguardo a qualsiasi alimento), introdurre latticini nella dieta in quantità moderata è permesso, utile e, soprattutto, piacevole.
    Il buon senso è qualcosa che dovrebbe far parte della nostra mentalità prima delle calorie, della quantità di grassi e del rischio per la salute.

    I meccanismi che causano un aumentato rischio di perdita di calcio sono complessi e non sono naturalmente legati in senso assoluto al consumo di latticini. Giuliano ha parlato di consumo di sale, correttamente, perchè la perdita di calcio con le urine è indotta dal sodio (calciuria sodio indotta), per capire in che misura dovremmo essere (se non sbaglio) nell'ordine di 100 nmol di NaCl causano la perdita di 1nmol di calcio, ma si tratta in ogni caso di eventi quasi sempre temporanei e non "drammatici". Non dimentichiamo che i latticini contengono pure proteine (tante) ed anche queste inducono eliminazione di calcio. L'assunzione di calcio con i latticini inoltre agisce anche sul paratormone e quindi sul suo riassorbimento renale ed intestinale (e sugli osteoblasti e gli osteoclasti).

    Il discorso quindi è molto complesso ed articolato...

    L'osteoporosi (o l'osteopenia, cioè una perdita minore di tessuto osseo) hanno tanti meccanismi scatenanti e sicuramente il legame con i latticini è influente ma non fondamentale o decisivo.

    Genetica, stile di vita, patologie (ormonali soprattutto) ed età, incidono molto di più e molto più gravemente di un bicchiere di latte al giorno.
    Una persona anziana che passa il suo tempo per il 90% seduta e chiusa a casa è molto più a rischio osteoporotico di un'altra che si espone spesso alla luce del sole e fa una passeggiata al giorno che beve latte regolarmente.

    Se il dubbio allora fosse quello contrario: "ma assumere tanti latticini, previene l'osteoporosi?" si potrebbe rispondere: fino ad un certo punto, proprio perchè tutto dipende da tanti fattori.

    Ne servirebbe comunque un quantitativo elevato che potrebbe aumentare altri rischi e che quindi potrebbe essere poco utile. In più, l'assunzione di calcio inibisce direttamente la funzione del paratormone, fondamentale nel turn-over osseo.

    Cosa fare quindi?
    Assumere latticini con moderazione, una vita sana, quando possibile all'aria aperta, per chi ha familiarità per osteoporosi controlli periodici.
    Buon senso, appunto.

    Vedremo se riuscirò ad avere il tempo di parlare meglio anche di questo...riportando in superficie i miei studi di fisiologia che ormai sono osteoporotici per quanto riguarda quella renale...
    ;)

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  29. WeWee 12 giugno 2012 14:44

    A me che il sodio e il calcio vengano riassorbiti in modo competitivo non risulta proprio.

    La calciuria sodio indotta dipende da vari fattori, soprattutto l'aumento della velocità di filtrazione glomerulare e l'assorbimento degli ioni calcio e sodio a livello tubulare che...sì, competono, tanto da essere interdipendenti.

    Leggi qui, è molto interessante (oltre che palloso...).
    ;)

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  30. Irene 12 giugno 2012 15:20

    @ Weewee
    Grazie, si impara sempre qui.
    Il paratormone stavo per tirarlo fuori io, ma avevo paura di aprire il vaso di Pandora :-)
    Però, scusa se insisto, non è che se si mangia salato si diventa osteopenici...giusto? E soprattutto, non è che il grana, come dicono alcuni che seguono recenti mode dietetiche, fa perdere calcio...E comunque tutti questi discorsi...cioè, sarò un tipo troppo pratico, ma...se si parla di condizioni fisiologiche (quindi non osteoporosi senile o postmenopausale)...a che servono? :-P Traduco: quelli che vanno in giro a creare bufale dietetiche...di solito si rivolgono a gente sana oppure stanno sul vago parlando di tantissime malattie tutte assieme...dove vogliono andare a parare? Gli andiamo dietro? Cioè un conto è dire "esistono studi sul rischio di osteoporosi che suggerirebbero etc", un conto è dire "il formaggio fa perdere calcio". Spero si sia capito il senso del mio intervento...un po' farraginoso... :-)

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  31. WeWee 12 giugno 2012 17:54

    Però, scusa se insisto, non è che se si mangia salato si diventa osteopenici...giusto?

    Giusto.

    E soprattutto, non è che il grana, come dicono alcuni che seguono recenti mode dietetiche, fa perdere calcio...

    In senso letterale sì, aumenta le perdite di calcio ma la medicina non è filosofia e devi inquadrare ed organizzare ciò che succede nel corpo (che ha un motivo) in compartimenti ben precisi.

    Anche bere tanta acqua fa eliminare tanta acqua, questo non vuol dire che bere acqua disidrati l'organismo...
    ;)

    Ricorda: buon senso (che poi è una cosa che nel nostro lavoro serve molto di più del conoscere tutti i nomi del prontuario farmaceutico).

    Se mangi 500 grammi di formaggio grana al giorno rischi l'ipocalcemia, l'ipertensione, l'obesità e qualcos'altro.
    Se ne mangi 20 grammi ti fa bene ed i tuoi sensi ne godono.
    Alla luce di questo qual è la risposta alla domanda: "mangiare grana fa bene"?

    Le mode "dietetiche" sono appunto...mode...e si basano su concetti che colpiscono i clienti che corrono a frotte (e pagano) perchè illuminati dalla rivelazione, salvo poi accorgersi che quella novità entusiasmante è un meccanismo naturale del corpo umano che esiste da sempre e che non è lì per caso e che probabilmente non ha alcun legame con il peso o la dieta.

    un conto è dire "il formaggio fa perdere calcio

    Nel senso che si legge spesso su internet è una grossa bufala (ho letto qualcosa del tipo: ti hanno mentito, i latticini non prevengono l'osteoporosi, la causano) che sfrutta l'ignoranza della gente. Per essere preciso dovresti entrare in discussione con questa gente (quelli che propagano le bufale), cosa che io ho già rinunciato a fare da tempo.
    :)

    PS: spero che la discussione sia interessante per chi legge o la stoppiamo qui perchè è un po' fuori tema...

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  32. Giuliano Parpaglioni 12 giugno 2012 18:00

    @Irene: "la perdita di calcio è giustificata dal sale, e il parmigiano, il grana e altri formaggi ne sono straricchi" ce ne passa

    Hai ragione. Rettifico: "è probabilmente giustificata..."

    cioè che il grana dà osteoporosi

    Non credo sia così. Credo che una dieta ad alto contenuto di sodio (e quindi con esagerate quantità anche di grana) possa portare ad osteoporosi. Sinceramente non vedo l'allarmismo per i latticini.

    @WeWee: Da tempo ho in programma un articolo sul latte in generale perchè su questo argomento di bufale in giro se ne leggono tantissime.

    Allora devo sbrigarmi a scriverlo io prima, visto che ce l'ho in mente da mesi...

    Leggi qui, è molto interessante (oltre che palloso...)

    Mai sentito di una cosa interessante e pallosa allo stesso tempo, ora sono curioso!

    @Irene2: Però, scusa se insisto, non è che se si mangia salato si diventa osteopenici...giusto?

    Credo che WeWee sarà d'accordo con me nel dire che aumenta un fattore di rischio, ma se si fa attività fisica e si sta all'aperto non è così importante. Sul sale punterei più a stare attenti per l'ipertensione, che per l'osteoporosi

    dove vogliono andare a parare?

    Vendita di libri? Senso di importanza personale? Senso di superiorità perché si segue una dieta "migliore"? Mah...

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  33. Irene 12 giugno 2012 18:55

    Grazie a Giuliano e Weewee per le risposte e la discussione davvero stimolante. Per ora io mi fermerei qui :-) Ma su sta cosa del sale e dell'osso può darsi che ritornerò.

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  34. Mira Ceti 12 giugno 2012 23:45

    Mi ero proprio chiesta se questa faccenda della dieta alcalinizzante avesse qualche senso, bè ora lo so :-)
    Ma per l'osteoporosi perchè si parla sempre e solo di calcio, non c'entra anche il magnesio? Si può avere osteoporosi da carenza di magnesio?

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  35. Chino 13 giugno 2012 20:10

    Scusate, ma qualcosa non mi torna: il contenuto di sale del parmigiano è 1.39 %. il contenuto di calcio è 0.9-1.1 %.

    L'incremento della perdita di calcio per una dieta ipersodica nell'articolo citato è di 50 mg, su 250 mg totali. La perdita di solo sodio è invece di circa 2500 mg. Quindi, qualsiasi apporto di parmigiano dovrebbe avere un vantaggio totale, in calcio, del 90% di quanto ingerito, anche in caso di dieta ipersodica...

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  36. Giuliano Parpaglioni 13 giugno 2012 22:43

    @Chino: nessuno qui sta dando la colpa dell'osteoporosi al parmigiano, sia chiaro. Quel che si è detto è che, contenendo molto sale, può influire negativamente sulle riserve di calcio. Perché? Perché di sale se ne usa davvero tanto, mi capita di vedere persone che quotidianamente consumano più di 3 g di sale al giorno, solo con gli alimenti (quindi senza considerare il sale aggiunto)! Ma è ovvio che non sia né velenoso né pericoloso, il parmigiano

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  37. lonelylu 14 giugno 2012 20:49

    Salve,la ringrazio innanzitutto per il suo articolo e per aver trattato questo argomento. Sono un futuro medico ed è davvero deprimente vedere quante falsità vengano propinate alle persone infamando chi cerca di curare un ammalato. In merito a questa "dieta" un conoscente ha convinto mia madre a sperimentarla. Lei,che ha forti problemi di obesità e non riesce facilmente a perdere peso, ha accettato, contro la mia volontà. Ha comprato tutto il set: il libro-bibbia, le gocce che alcalinizzano l'acqua (-.-'') e l'integratore a base di orzo. La perdita iniziale di peso c'è stata (e lo vorrei ben dire, se nn introduci calorie...) ma poi sn iniziati i crampi alle gambe e infine si è riacutizzata la gastrite. Dopo circa 3 settimane di tale follia quindi l'avventura si è conclusa, con una perdita di circa 2 kg, che poi ovviamente sn ritornati al ripristino di una dieta normale e una spesa eccessiva.

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  38. Chino 14 giugno 2012 20:54

    Giuliano, quello che intendo dire è che la normale eliminazione di calcio nelle urine è in rapporto 1/10 con il sodio. Nel caso di diete ipersodiche, come riportato nell'articolo citato, si arriva a 1.2/10. Ora, avendo il parmigiano (ma anche tanti altri formaggi stagionati e non) un rapporto calcio/sodio di 1/1.4, l'apporto di calcio dai latticini ha sempre un bilancio positivo.
    Tra l'altro, considera che l'effetto "salato" del parmigiano è dovuto all'esaltazione della sapidità del glutammato derivante dalla lisi delle proteine: in realtà 100 g di parmigiano (una bella porzione, sarai d'accordo) hanno lo stesso quantitativo di sale di un hamburger (o mezza porzione di patatine) da fast food, e ti forniscono il 120% della RDA di calcio con il 30% di quella di sodio. Per quello non capisco l'affermazione che potrebbe, con il suo contenuto di sodio, influire sul calcio. Mi sembrano molto peggio le patatine fritte ;)

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  39. Giuliano Parpaglioni 14 giugno 2012 23:12

    Mi sembrano molto peggio le patatine fritte ;)

    Sono assolutamente d'accordo :-)

    Infatti non mi piace demonizzare i formaggi per questo. Ben altri motivi mi spingono a dire che 100 g di parmigiano al giorno sono troppi, altro che perdita di calcio...

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  40. giorivo 17 giugno 2012 14:12

    a parte il fatto che stavo leggendo tutto, ma quando sono arrivato alla frase che il limone è acido mi sa che l'autore di questo articolo non capisce niente di quello che sta dicendo, in fatti il limone che mangiamo (o beviamo) diventa alcalino per cui non può acidificare il sangue, poi ci sono scienziati che provano con dati alla mano quello che dicono per cui....non ho letto il resto dell'articolo perche penso che l'autore sia incompetente in materia

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  41. giorivo 17 giugno 2012 14:13

    a parte il fatto che stavo leggendo tutto, ma quando sono arrivato alla frase che il limone è acido mi sa che l'autore di questo articolo non capisce niente di quello che sta dicendo, in fatti il limone che mangiamo (o beviamo) diventa alcalino per cui non può acidificare il sangue, poi ci sono scienziati che provano con dati alla mano quello che dicono per cui....non ho letto il resto dell'articolo perche penso che l'autore sia incompetente in materia

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  42. Irene 19 giugno 2012 18:47

    Giorivo, infatti non hai neanche letto tra i commenti le spiegazioni che qualcuno ha dato, cercando (a differenza di te) di provarlo, sul fatto che il limone possa essere alcalinizzante. Peccato. Ma forse sei troppo competente, tu, per abbassarti a discutere con gli altri :-)

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  43. Only_Van 21 giugno 2012 11:54

    Articolo interessante su qualcosa che circola spesso in internet, soprattutto la parte sui latticini.

    Al di là della cavolata di voler correlare una malattia multifattoriale a un'unica causa, uno dei dubbi sulla famigerata "osteoporosi da latticini" era proprio quello dei sistemi tampone.

    I sistemi tampone del sangue non prevedono l'uso di calcio, quindi l'acidificazione teorica indotta dall'alimentazione non dovrebbe sacrificare il calcio giusto?

    Questo a meno che i sistemi tampone non falliscano e si abbia un'acidosi tissutale.

    E' corretto?

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  44. WeWee 21 giugno 2012 13:12

    I sistemi tampone del sangue non prevedono l'uso di calcio

    Non proprio.
    Uno dei tamponi sanguigni si basa sull'escrezione di fosfati la cui fonte principale è proprio l'osso (con il fosfato di calcio). Non per niente, in caso di acidosi metabolica prolungata (insufficienza renale, per esempio), si assiste ad ipocalcemia per deplezione di fosfato di calcio ed eliminazione per via renale. La conseguenza è tutta una serie di problemi ossei abbastanza tipici.

    l'acidificazione teorica indotta dall'alimentazione non dovrebbe sacrificare il calcio giusto?

    Diciamo che l'eliminazione del calcio non è il principale mezzo di tamponamento del pH sanguigno ma, in tempi più prolungati (e quindi in caso di malattie croniche), può diventare un problema.

    Il punto è: che senso ha discutere di acidificazione del sangue? L'alimentazione SE induce acidificazione sanguigna, lo fa per pochi secondi (ma è un'ipotesi assolutamente teorica, in pratica non accade mai). Ho spiegato nel post che non esiste l'acidificazione nel senso che vuole dare chi parla di queste diete, in casi patologici conseguenti a malattie invece l'acidificazione DEVE essere corretta (evidentemente non bastano più i sistemi fisiologici), pena gravi conseguenze.

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  45. Unknown 24 giugno 2012 20:56

    Per favore, le chiedo di pubblicare una sua analisi sulla dieta Dunkan.
    Grazie
    Berardi Francesco

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  46. picchionero 17 luglio 2012 01:04

    Ok le sostanze acide non rimangono acide nell'organismo, ma esso si consuma per poterle neutralizzare e questo riduce la quantità di sostanze vitali necessarie al corretto svolgersi del metabolismo cellulare.
    Un bicchiere di cocacola (pH 2,5) riesce a far crollare il pH 7,4 di 38 litri d'acqua a pH 4,6. Questo non accade nel nostro corpo perché intervengono i sistemi tampone da te citati, ma ciò causa un enorme affaticamento al sistema che, continuamente sotto stress, prima o poi cede per depauperamento minerale.

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  47. Salvo Di Grazia 17 luglio 2012 10:01

    ciò causa un enorme affaticamento al sistema che, continuamente sotto stress, prima o poi cede per depauperamento minerale.

    No.
    Il nostro organismo ed il suo sistema tampone sono continuamente "sotto stress", basti pensare a quante volte ingerisci un alimento, bevi una bibita, trattieni il respiro o sudi. In condizioni normali, non vi è alcun bisogno di "diete", sostanze o integratori che agiscano sul pH, se vi è necessità di una correzione siamo già in patologia ed anche abbastanza grave.

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  48. Iena Plinsky 24 luglio 2012 17:53

    Il principale impegno del corpo umano per la vita consiste nel costante bilanciamento dell’acidità e dell’alcalinità. Noi ci nutriamo per ricavare l’energia necessaria per le nostre funzioni. Dopo la cessione di energia da parte del cibo, tramite combustione con l’ossigeno, restano rifiuti acidi. Il corpo cerca di fare del suo meglio per disfarsi di questi acidi per mezzo dell’urina, della sudorazione ed espirando biossido di carbonio.
    Alcuni acidi tossici non possono essere rimossi facilmente tramite i mezzi appena citati. Pertanto il corpo sottrae calcio al sistema scheletrico per neutralizzare tali eccessi di tossine acide e creare un ambiente più sicuro, provocando però una riduzione della densità ossea.

    Il corpo umano è una sorprendente macchina progettata per la massima sopravvivenza. Quando una parte è danneggiata, altre parti cercano di compensarvi. Anche se ciò potrebbe determinare dei danni a lungo termine, la sua priorità è la sopravvivenza nell’immediato.
    Il cibo produce continuamente rifiuti acidi che si aggiungono a quelli del metabolismo cellulare e il corpo fa del suo meglio per eliminarli. Tuttavia se non dispone di una sufficiente scorta alcalina (bicarbonati), il corpo non può disfarsi al 100% di tali acidi. Al fine di mantenere il pH sanguigno costante, il corpo adotta un abile stratagemma: converte gli acidi liquidi in acidi solidi come colesterolo o acidi grassi. Infatti se questi acidi non sono sciolti nel sangue, il pH del sangue non si abbassa.

    Con il passare degli anni, la condizione di acidosi metabolica tende ad aumentare mentre le capacità di contrastarle, da parte dell’organismo, diminuiscono. Il rene comincia a funzionare meno, gli squilibri ormonali, tipici, per esempio, della donna in menopausa, causano ulteriori problemi; l’intervento del tessuto osseo è sempre più significativo. L’acidosi tissutale e l’intervento “d’emergenza” del tessuto osseo, non però solo la terza età; una cattiva alimentazione con un alto carico acido, lo stress, l’eccessiva sedentarietà o l’intenso allenamento sportivo e l’uso protratto di farmaci, sono tutte situazioni che incrementano l’acidosi e costringono il tessuto osseo ad intervenire a tutte le età. Come ci si accorge dell’intervento del tessuto osseo? L’eccessiva presenza di calcio nelle urine è un chiaro indicatore che l’osso sta rilasciando minerali di calcio per tamponare un’acidosi in corso e si sta, quindi, indebolendo.

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